Entrate nella Città verde del Tanagro
La Città verde del Tanagro è accogliente e Vi consente di conoscere la storia di come è andata evolvendo la Terra perchè nelle rocce si trovano le conchiglie del mare dove prima il territorio era immerso. Poi troverete la storia degli esseri viventi che l'hanno vissuta, dalla preistoria fino ai giorni nostri, passando dai popoli italici, la Roma imperiale, il medioevo con la famiglia Sanseverino, la storia del Risorgimento italiano, e così via. Da questo punto di vista, entrare in questa "città" significa entrare in un "museo" che non ha eguali perchè non ha limiti di tempo e di storie.
Nella Città verde del Tanagro vi aspetta una Comunità che ha conservato le tradizioni e che è orgogliosa di mostrarle in ogni campo, nel campo religioso, nel campo storico, nel campo agricolo e delle produzioni locali. Se partecipate alle manifestazioni della tradizione, che si alternano quasi ogni mese dell'anno, potrete viverle assieme ai cittadini della Città.
Dalla Città verde del Tanagro potete seguire tanti "Cammini" , sia quelli che Vi possono portare verso la costa, per godere del meraviglioso Mar Tirreno, o verso le cime delle montagne della parte centrale del Parco Nazionale degli Alburni, Cilento centrale e vallo di Diano.
Non dimenticate di visitare la Certosa di Padula o il luogo dove sono sepolti gli italiani che hanno seguito Carlo Pisacane nel tentativo di liberare l'Italia dai Borboni.
Lungo questi percorsi troverete tante altre meraviglie: storie, tradizioni, manifestazioni e prodotti locali che la natura offre direttamente, come fichi, castagne, ortaggi, o che la sapienza dei cittadini della Città producono seguendo le ricette della tradizione, l'olio e i prodotti caseari in primis.
Nella Città verde del Tanagro vi aspetta una Comunità che ha conservato le tradizioni e che è orgogliosa di mostrarle in ogni campo, nel campo religioso, nel campo storico, nel campo agricolo e delle produzioni locali. Se partecipate alle manifestazioni della tradizione, che si alternano quasi ogni mese dell'anno, potrete viverle assieme ai cittadini della Città.
Dalla Città verde del Tanagro potete seguire tanti "Cammini" , sia quelli che Vi possono portare verso la costa, per godere del meraviglioso Mar Tirreno, o verso le cime delle montagne della parte centrale del Parco Nazionale degli Alburni, Cilento centrale e vallo di Diano.
Non dimenticate di visitare la Certosa di Padula o il luogo dove sono sepolti gli italiani che hanno seguito Carlo Pisacane nel tentativo di liberare l'Italia dai Borboni.
Lungo questi percorsi troverete tante altre meraviglie: storie, tradizioni, manifestazioni e prodotti locali che la natura offre direttamente, come fichi, castagne, ortaggi, o che la sapienza dei cittadini della Città producono seguendo le ricette della tradizione, l'olio e i prodotti caseari in primis.
Qui potete arrivare in tanti modi e potete girare per la Città e dintorni a piedi o in bici
Il libro scritto da Nicola Femminella e Giusy Rinaldi vi porta simpaticamente in giro per i luoghi. Sembra parlare a dei giovani che viaggiano su un'auto, ma raccontano la storia dei luoghi e di tutti gli esseri, vegetali, animali e umani che qui hanno vissuto e qui ancora risiedono.
Per arrivare nei luoghi potete servirvi dell'autostrada del Mediterraneo A2 se sienete in auto. Se venite senza auto potete arrivare alla stazione di Salerno o Battipaglia o Sapri e prendere gli autobus sostitutivi del servizio ferroviario (www.trenitalia.it).
Ci sono anche autobus privati di cui servirvi:
- autolinee Curcio (www.autolineecurcio.it)
- Autolinee Lamanna (www.autolineelamanna.it)
- Flixbus (www.flixbus.it)
Per arrivare nei luoghi potete servirvi dell'autostrada del Mediterraneo A2 se sienete in auto. Se venite senza auto potete arrivare alla stazione di Salerno o Battipaglia o Sapri e prendere gli autobus sostitutivi del servizio ferroviario (www.trenitalia.it).
Ci sono anche autobus privati di cui servirvi:
- autolinee Curcio (www.autolineecurcio.it)
- Autolinee Lamanna (www.autolineelamanna.it)
- Flixbus (www.flixbus.it)
Qui potete vivere le manifestazioni della tradizione
Festa della Castagna a San Rufo
Scegliete di partecipare ad una di queste manifestazioni. Ce ne è una quasi ogni mese. Quando avrete partecipato ad una di esse Vi verrà voglia di partecipare a molte altre.
- · La notte dei Mulini, a San Pietro al Tanagro a fine luglio
- · Il Trekking al Rifugio il 15 di agosto a San Rufo
- · Pranzo della Regina Costanza 11-13 agosto a Teggiano
- · La Festa della cipolla, 15-17 agosto a San Pietro al Tanagro
- · La festa dell’Emigrante a Sassano il 17 agosto
- · Settembre al Borgo a Sassano il 13 e 14 settembre
- · La Festa della Madonna della Consolazione il 13 di settembre a Sala Consilina
- · La Festa del Crocifisso tra il 19 e 21 di settembre a San Pietro al Tanagro,
- · Il Premio La Tiara a San Pietro al Tanagro a settembre
- · La festa di San Michele, tra il 27 e il 30 di settembre a Sala Consilina
- · L’estemporanea della pittura a Sala Consilina a ottobre
- · La Festa della castagna, il 30 e 31 ottobre e il 1 di novembre a San Rufo
- · La festa di Santa Lucia a dicembre a Teggiano
- · La festa dell’Olio a dicembre a San Rufo
- · Le feste natalizie con luminarie nel mese di dicembre per tutti i Comuni
- · Percorsi Luci e orchidee, a dicembre, a Sassano
- · I Laboratori teatrali, tra gennaio e marzo, a Sassano
- · La manifestazione della Guglia a gennaio a San Pietro al Tanagro
- · La stagione teatrale tra novembre e marzo, a Sala Consilina
- · Le feste di carnevale dei Comuni associati
- · La valorizzazione dei Cammini
- · La valle delle orchidee a maggio a Sassano
Qui potete visitare tante Chiese piccole e grandi, tutte di grande interesse
SS Annunziata a Sala Consilina
a Sala Consilina potete visitare le seguenti chiese:
- la Chiesa della SS. Annunziata, la principale struttura religiosa della città dove hanno luogo i festeggiamenti del Santo Patrono, San Michele Arcangelo, e della Madonna della Consolazione, detta Madonna di Castello. Alle spalle dell’altare, nel catino dell’abside, è posta la càggia di San Michele, ossia una struttura lignea nella quale viene accolta la statua del Patrono dal 29 settembre sino all’8 maggio, allorquando essa viene riportata e custodita nel Santuario sul monte Balzata.
- la Chiesa di San Leone. Tra le più antiche del paese, risalente al XII secolo la Chiesa di Sant’Eustachio: fondata intorno al 1130
- la Chiesa di Santo Stefano. Fondata in epoca normanna
- la Chiesa di San Pietro realizzata tra il XVII e il XVIII sec.
- la Cappella di San Giuseppe; eretta nel 1735, che rappresenta un notevole esempio di barocco salernitano
- il Convento dei Cappuccini, fondato nell’ultimo quarto del XVI sec. dai frati Cappuccini, con annessa una chiesa, dedicata a Santa Maria degli Angeli
- il Santuario di San Michele, posto sul monte Balzata e risalente al 1715, anno in cui in una più antica cappella dedicata a San Michele, che costituisce l’attuale abside, trasudò un liquido simile alla manna da un’immagine dell’Arcangelo dipinta sulla parete
- la Grancia di San Lorenzo, realizzata nel XVI sec
Qui potete ammirare e visitare o solo ammirare palazzi nobiliari e castelli che si affacciano sulle piazze dei Borghi
Castello di Teggiano
A Sala Consilina potrete visitare
A Teggiano
- Palazzo Acciari,
- Palazzo Grammatico del 1722,
- Palazzo De Petrinis,
- Palazzo Vairo-Pappafico,
- Palazzo Bove,
- Palazzo del Vecchio,
- l’ex Palazzo Vescovile e
- Palazzo Vannata risalente alla fine dell’Ottocento
- Palazzo Municipale, costruito nella seconda metà dell’Ottocento e ristrutturato a seguito del terremoto del 23 novembre 1980
A Teggiano
- Palazzo Carrano: Considerato il più rilevante tra i palazzi gentilizi per via del preziosissimo archivio documentale e di pergamene storiche che custodisce
- Palazzo D'Alitto: L'avita dimora dipinta con le sue iconiche facciate accese e finestre sormontate da timpani, appartenuta ai Baroni di Controne e Papasidero
- Palazzo Vescovile (ex Palazzo Malavolta): Istituito a fine 1500 riadattando la preesistente e sontuosa dimora della famiglia senese dei Malavolta
- Palazzo Santa Maria: Imponente dimora storica dell'omonima casata con ampie aree verdi, oggi recuperata in parte per ospitare scopi culturali e turistici
Qui potete seguire delle processioni che seguono Cammini religiosi e Itinerari culturali Europei
Il corteo storico di Carlo V
Non otete perdere quelle manifestazioni relativi a Cammini religiosi come quello intestato a San Michele arcangelo o facente parte di Itinerari culturali europei, come quello di Carlo V,
Da Sala Consilina:
Da Sala Consilina:
- Il percorso intestato a San Michele Arcangelo divenuto protettore di Sala Consilina nel 700. Il Percorso inizia l’8 di maggio, quando la processione parte dalla Santissima Annunziata e sale al Santuario montano e si conclude il 6 gennaio, con un momento di maggiore festa che si effettua tra il 28 e il 30 di settembre
- Il percorso della Madonna di Castello di Sala Consilina che è diventato Patrimonio Culturale Immateriale Campano Esso comincia Il lunedì in Albis di ogni anno quando la Madonna di Castello percorre la ripida salita che unisce la parte alta e più antica del paese, li Casalìni, a quel che rimane del presidio militare altomedievale e poi angioino/aragonese. La processione di ritorno in paese, nella seconda domenica di settembre procede invece in discesa sul versante settentrionale d’accesso al Castello, passando accanto alla semidistrutta chiesa normanna di San Leone IX, Sandu Lèu.
- Il trail running di Sito Alto (nona Edizione) percorso che dalla piazza di Sala Consilina attraversa le montagne ed arriva al Santuario della Madonna di Sito Alto. La Chiesa della Madonna di Sito Alto è uno dei luoghi di culto più 'sentiti' di Sala Consilina, situata a 1467 m. sul livello del mare e collocata sulla catena dei Monti della Maddalena. Il principale appuntamento della Madonna si riferisce al pellegrinaggio che il 2 giugno si svolge (dopo tre giorni di preghiera), partendo dalla Chiesa di San Pietro alle 7 del mattino,
- rievocazione storica Arti e mestieri ed usanze Carlo V che si tiene il secondo fine settimana di agosto di ogni anno
Qui potete fare trekking di varia natura, in pianura come in collina e montagna
trekking
Se volete fare un po' di trekking potete partecipare alle giornate dedicate alla montagna, alla scoperta dei sentieri, (4 sentieri CAI presenti) con visita ai santuari e giornate dedicate al fiume e alla scoperta della flora e fauna presente, con assaggi di prodotti tipici le domeniche, da marzo a maggio, sia a piedi che in bici.
il sito web: https://it.wikiloc.com/percorsi/escursionismo/italia/campania/sala-consilina Vi fornisce i dettagli dei percorsi CAI
Il CAI 603
Si parcheggia comodamente al Museo/Polo culturale e si prende il sentiero CAI 603 Giorgino Garone, che segue la strada asfaltata in salita, fino al vecchio serbatoio dell'acquedotto. Da qui prosegue il sentiero, sempre ben segnato, passando da Pietra Capanna (una grotta a quota 1106) e continuando sempre in salita fino alla Capanna del boscaiolo (m.1261). Il sentiero è sempre ben segnato; passa da Vaddi ri Naca (m.1336) dove si incrocia con altri percorsi, raggiunge la sterrata e poi subito il santuario della Madonna di Sito Alto, bel punto panoramico (2 ore e 27 minuti)
Il CAI 602
Dalla Madonna del Sito Alto si prosegue lungo il Sentiero Frassati fino al bivio col 602, che imbocchiamo svoltando a sinistra.
Il percorso è il classico "sentiero dei pellegrini", ben curato, con una staccionata in legno che lo segue inizialmente lungo il tratto denominato "Calvario".
Si prosegue la discesa nel Vallone di Cervara, sempre nel bosco fino all'incrocio per il Castello di Sala Consilina. Noi proseguiamo la discesa e raggiungiamo in breve tempo le prime case del paese. Continuiamo la discesa fino alla piazza Umberto I. Sentiero sempre ben segnato. (1 ora e 49 minuti).
Il Sentiero Frassati
Il Sentiero Frassati della Campania è uno dei 22 intitolati al Beato Pier Giorgio Frassati su tutto il territorio nazionale. Dal parcheggio situato in località Tre Cantoni, in meno di 400 metri pianeggianti si arriva all’incredibile “Battistero Paleocristiano di Marcellianum a San Giovanni in Fonte”. Poi si prosegue per poco meno di 2 km fino al rudere del Monastero di Sant’Angelo. Dopo altri 100 metri o poco più c’è la breve deviazione dal sentiero principale per la Grotta di Sant’Angelo con la sua “Cappella in grotta”.
Si riprende sempre su stradette-tratturi molto comodi passando sotto la collinetta del Tempone con la Torre dei Gatti, poi nelle vicinanze della Madonna di Loreto, e infine imboccando il sentierino che porta al Santuario di San Michele al Colle della Balzata. Dal Santuario di San Michele inizia il lungo sentiero finale verso Sito Alto.
il sito web: https://it.wikiloc.com/percorsi/escursionismo/italia/campania/sala-consilina Vi fornisce i dettagli dei percorsi CAI
Il CAI 603
Si parcheggia comodamente al Museo/Polo culturale e si prende il sentiero CAI 603 Giorgino Garone, che segue la strada asfaltata in salita, fino al vecchio serbatoio dell'acquedotto. Da qui prosegue il sentiero, sempre ben segnato, passando da Pietra Capanna (una grotta a quota 1106) e continuando sempre in salita fino alla Capanna del boscaiolo (m.1261). Il sentiero è sempre ben segnato; passa da Vaddi ri Naca (m.1336) dove si incrocia con altri percorsi, raggiunge la sterrata e poi subito il santuario della Madonna di Sito Alto, bel punto panoramico (2 ore e 27 minuti)
Il CAI 602
Dalla Madonna del Sito Alto si prosegue lungo il Sentiero Frassati fino al bivio col 602, che imbocchiamo svoltando a sinistra.
Il percorso è il classico "sentiero dei pellegrini", ben curato, con una staccionata in legno che lo segue inizialmente lungo il tratto denominato "Calvario".
Si prosegue la discesa nel Vallone di Cervara, sempre nel bosco fino all'incrocio per il Castello di Sala Consilina. Noi proseguiamo la discesa e raggiungiamo in breve tempo le prime case del paese. Continuiamo la discesa fino alla piazza Umberto I. Sentiero sempre ben segnato. (1 ora e 49 minuti).
Il Sentiero Frassati
Il Sentiero Frassati della Campania è uno dei 22 intitolati al Beato Pier Giorgio Frassati su tutto il territorio nazionale. Dal parcheggio situato in località Tre Cantoni, in meno di 400 metri pianeggianti si arriva all’incredibile “Battistero Paleocristiano di Marcellianum a San Giovanni in Fonte”. Poi si prosegue per poco meno di 2 km fino al rudere del Monastero di Sant’Angelo. Dopo altri 100 metri o poco più c’è la breve deviazione dal sentiero principale per la Grotta di Sant’Angelo con la sua “Cappella in grotta”.
Si riprende sempre su stradette-tratturi molto comodi passando sotto la collinetta del Tempone con la Torre dei Gatti, poi nelle vicinanze della Madonna di Loreto, e infine imboccando il sentierino che porta al Santuario di San Michele al Colle della Balzata. Dal Santuario di San Michele inizia il lungo sentiero finale verso Sito Alto.
Qui potete seguire il letto del fiume che la Città protegge
lo sport nel Tanagro
"Il Tanagro è un fiume di notevole importanza, lungo 92 Km e dotato di un bacino idrografico di 1835 Kmq; nasce sotto forma di torrente nel comune di Moliterno, in provincia di Potenza, riceve un importante apporto d’acqua dalle sorgenti del Calore e da vari torrenti, fino a diventare un fiume vero e proprio ed entrare a far parte del SIC nei pressi delle Grotte di Pertosa. Il Fiume prosegue, poi, lungo un percorso naturale di particolare bellezza attraverso il territorio dei comuni di Pertosa e Auletta e, risalendo verso il comune di Sicignano degli Alburni, continua il suo corso all’interno del SIC per diventare, successivamente, nei pressi di Contursi Terme, il principale affluente di sinistra del Fiume Sele."
tratto da: https://www.itineraridelcilento.it/evidenze-della-natura/fiume-tanagro/
il fiume dà la possibilità di essere seguito in bici lungo le sue sponde. il percorso ciclabile. il tratto iniziale e quello successivo che si addentra nella Foresta Cerreta-Cognole sono i luoghi di maggiore pregio naturalistico. Un punto d'osservazione speciale è quello all'altezza di Sala Consilina dove potrete osservare in lontananza la cicogna bianca che nidifica su un traliccio dell'Enel durante la migrazione estiva. Il percorso vi porta a passare su due ponti storici sul Calore-Tanagro, il ponte del Re a Casalbuono e il ponte romano di Polla.
Il fiume consente anche di essere vissuto dal di dentro consentendo delle discese in raft di ogni livello di difficoltà e in sicurezza grazie a guide esperte di rafting che potete trovare ai seguenti riferimenti:
tel. 3388666875
info@campbase.org
www.campobase.org/le-nostre-attivita/rafting-html
tratto da: https://www.itineraridelcilento.it/evidenze-della-natura/fiume-tanagro/
il fiume dà la possibilità di essere seguito in bici lungo le sue sponde. il percorso ciclabile. il tratto iniziale e quello successivo che si addentra nella Foresta Cerreta-Cognole sono i luoghi di maggiore pregio naturalistico. Un punto d'osservazione speciale è quello all'altezza di Sala Consilina dove potrete osservare in lontananza la cicogna bianca che nidifica su un traliccio dell'Enel durante la migrazione estiva. Il percorso vi porta a passare su due ponti storici sul Calore-Tanagro, il ponte del Re a Casalbuono e il ponte romano di Polla.
Il fiume consente anche di essere vissuto dal di dentro consentendo delle discese in raft di ogni livello di difficoltà e in sicurezza grazie a guide esperte di rafting che potete trovare ai seguenti riferimenti:
tel. 3388666875
info@campbase.org
www.campobase.org/le-nostre-attivita/rafting-html
Qui potrete osservare gli amici animali
La Cicogna
https://www.atapsambiente.it/le-cicogne-di-sala-consilina-dal-1996-ad-oggi.html
Se venite da noi in primavera potrete ammirare l'arrivo delle cicogne. Esse compiono una straordinaria migrazione di circa 10.000 km dall’Europa al sud-Africa per poi ritornare ogni anno a nidificare nello stesso posto e, nel caso delle cicogne di Sala Consilina, anche sullo stesso traliccio.
Se poi venite in qualsiasi periodo dell'anno potete far visita all'acquario didattico del fiume.
Le scolaresche interessate alla visita guidata che prevede lezioni didattiche e visione di documentari sul ciclo dell’ acqua e la sua ittio-fauna, possono contattare i numeri 340/9136973 - 340/2728003 oppure mandare una mail ad lt ataps.ambiente@libero.it
Si consiglia di consultare anche il sito www.atapsambiente.it.
Qui potrete vedere tante specie di pesci che vivono nelle vasche dell'acquario:
Nelle vasche è possibile vedere seguenti specie: CARPA REGINA (Cyprinus carpio), CARPA A SPECCHI (Cyprinus specularis), TINCA (Tinca vulgaris), BARBO COMUNE (Barbusbarbus plebejus), GAMBUSIA ( Gambusia affinis), SCARDOLA (Scardinius erythropthalmus, CARASSIO (Carassius carassius), CARASSIO DORATO (Carassius auratus), ROVELLA (Rutilus rubilio), ALBORELLA LUCANA (Alburnus albidus), COBITE (Cobitis tenia bilineata), TROTA FARIO (Salmo trutta fario), , TROTA IRIDEA (Oncorhynchus mykiss), PERSICO TROTA (Micropterus salmoides), PERSICO SOLE (Micropterus salmoides), PESCE GATTO (Ictalurus melas), ANGUILLA (Anguilla anguilla), CAVEDANO (Leuciscus cephalus), GAMBERO di FIUME (Austropotamobius pallipes), GAMBERO ROSSO della Louvisiana (Procambarus clarckii), GRANCHIO COMUNE (Potamon fluviatile)Rana italica(rana dalmatina), RANA VERDE (RANA SCULENTA), ROSPO COMUNE (bufo bufo), RAGANELLA VERDE (HYLA INTERMEDIA),TRITONE COMUNE(TRITURUS VULGARIS), ANODONTA (ANODONTA ANATINA).

Se venite da noi in primavera potrete ammirare l'arrivo delle cicogne. Esse compiono una straordinaria migrazione di circa 10.000 km dall’Europa al sud-Africa per poi ritornare ogni anno a nidificare nello stesso posto e, nel caso delle cicogne di Sala Consilina, anche sullo stesso traliccio.
Se poi venite in qualsiasi periodo dell'anno potete far visita all'acquario didattico del fiume.
Le scolaresche interessate alla visita guidata che prevede lezioni didattiche e visione di documentari sul ciclo dell’ acqua e la sua ittio-fauna, possono contattare i numeri 340/9136973 - 340/2728003 oppure mandare una mail ad lt ataps.ambiente@libero.it
Si consiglia di consultare anche il sito www.atapsambiente.it.
Qui potrete vedere tante specie di pesci che vivono nelle vasche dell'acquario:
Nelle vasche è possibile vedere seguenti specie: CARPA REGINA (Cyprinus carpio), CARPA A SPECCHI (Cyprinus specularis), TINCA (Tinca vulgaris), BARBO COMUNE (Barbusbarbus plebejus), GAMBUSIA ( Gambusia affinis), SCARDOLA (Scardinius erythropthalmus, CARASSIO (Carassius carassius), CARASSIO DORATO (Carassius auratus), ROVELLA (Rutilus rubilio), ALBORELLA LUCANA (Alburnus albidus), COBITE (Cobitis tenia bilineata), TROTA FARIO (Salmo trutta fario), , TROTA IRIDEA (Oncorhynchus mykiss), PERSICO TROTA (Micropterus salmoides), PERSICO SOLE (Micropterus salmoides), PESCE GATTO (Ictalurus melas), ANGUILLA (Anguilla anguilla), CAVEDANO (Leuciscus cephalus), GAMBERO di FIUME (Austropotamobius pallipes), GAMBERO ROSSO della Louvisiana (Procambarus clarckii), GRANCHIO COMUNE (Potamon fluviatile)Rana italica(rana dalmatina), RANA VERDE (RANA SCULENTA), ROSPO COMUNE (bufo bufo), RAGANELLA VERDE (HYLA INTERMEDIA),TRITONE COMUNE(TRITURUS VULGARIS), ANODONTA (ANODONTA ANATINA).

Qui si trova la storia di come si è sviluppata la Terra
la Terra
La Città verde del Tanagro si trova nel Vallo di Diano, lungo 37 Km e largo da 2 a 8. E' un lago "pleistocenico", recuperato nel corso dei secoli, e incanalato nel fiume Tanagro, che l'attraversa da sud.est a nord-ovest.
Pleistocenico: da pleistocene, primo periodo dell'era neozoica o quaternaria, il cui inizio è tra i 600.000 e i 2 milioni di anni fa, caratterizzata dalla glaziazione e dalla comparsa dell'uomo sulla Terra.
(tratto da l'Autostramobile)
Pleistocenico: da pleistocene, primo periodo dell'era neozoica o quaternaria, il cui inizio è tra i 600.000 e i 2 milioni di anni fa, caratterizzata dalla glaziazione e dalla comparsa dell'uomo sulla Terra.
(tratto da l'Autostramobile)
Qui potete capire il Medioevo dei Sanseverino
Castello di Teggiano
La storia della famiglia la trovate qui: https://www.cittadimercatosanseverino.it/web/castello-famiglia
Se volete stare un po' con noi e "vivere il Medioevo" girando per i luoghi che vi fanno capire come si viveva a quel tempo potete entrare in un'altra parte di questo sito, quello delle epoche storiche e cercare "il Medioevo dei Sanverino".
Qui possiamo solo anticipare un flash su Teggiano che i Sanseverino scelsero come città prediletta, fortificandola e arricchendola anche di opere d'arte ammirevoli, come quando vollero che fosse lo stesso scultore delle tombe dei Re Angioini a dare forma a quella del giovane Enrico.
Teggiano: un castello possente, cinque conventi e decine di chiese e cappelle raccontano del favore che le riservarono i suoi mecenati nell'ultimo Medioevo.
Qui possiamo ricordare che il modus operandi edilizio e difensivo dei Sanseverino nel Cilento rispondeva a precise logiche medievali:
Se volete stare un po' con noi e "vivere il Medioevo" girando per i luoghi che vi fanno capire come si viveva a quel tempo potete entrare in un'altra parte di questo sito, quello delle epoche storiche e cercare "il Medioevo dei Sanverino".
Qui possiamo solo anticipare un flash su Teggiano che i Sanseverino scelsero come città prediletta, fortificandola e arricchendola anche di opere d'arte ammirevoli, come quando vollero che fosse lo stesso scultore delle tombe dei Re Angioini a dare forma a quella del giovane Enrico.
Teggiano: un castello possente, cinque conventi e decine di chiese e cappelle raccontano del favore che le riservarono i suoi mecenati nell'ultimo Medioevo.
Qui possiamo ricordare che il modus operandi edilizio e difensivo dei Sanseverino nel Cilento rispondeva a precise logiche medievali:
- controllo dei valichi e dei fiumi: le rocche venivano costruite a presidio delle vie di comunicazione interne per esigere pedaggi e bloccare eserciti nemici,
- sfruttamento della topografia: le strutture venivano edificate integrando perfettamente l'architettura in pietra calcarea locale con i dirupi e gli speroni rocciosi circostanti, rendendole quasi inattaccabili,
- stratificazione architettonica: i Sanseverino non sempre costruivano da zero; spesso ampliavano e modernizzavano castelli longobardi o normanni preesistenti, aggiungendo cinte murarie, torri di avvistamento angioine e, successivamente, baluardi adatti alle prime armi da fuoco
Qui potete conoscere i grandi scultori che lavorano nella Città
Opera di Cancellaro
L'artista Giovanni Cancellaro è lo scultore simbolo della lavorazione artigianale della pietra nel Vallo di Diano. Portando avanti la storica tradizione di famiglia e dei maestri scalpellini locali, Cancellaro realizza ed espone regolarmente le sue sculture monumentali in importanti manifestazioni del territorio, come a Sassano, Padula e Sanza
Qui potete gustare i prodotti che si coltivano nella Città
mozzarella
https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/mozzarella-nella-mortella/
La muzzarella co’ a mortedda o int’a’ murtedda è un formaggio tipico della zona centrale del Cilento, un territorio compreso nel Parco Nazionale del Cilento.
Si chiama mozzarella, ma in realtà è un caciocavallo freschissimo. La tecnica di lavorazione, infatti, è la stessa: il latte vaccino crudo (di una o due mungiture) si porta a 36-38°C e poi si aggiunge il caglio. In alcuni casi è possibile unire anche un po’ di siero innesto. La cagliata si rompe in grani della dimensione di un chicco di mais e poi si ammassa per far fuoriuscire il siero. Si lascia acidificare per 12-24 ore, a seconda della stagione e delle temperature, la massa è quindi tagliata a listarelle spesse circa 1 cm e filata nell’acqua bollente, sollevandola e tirandola più volte con l’aiuto di un bastone. A filatura ultimata, si forma con le mani una piccola sfera, che poi si allunga e si assottiglia per ottenere la classica forma a lingua. Si mangia fresca, non oltre i 5 giorni.
La muzzarella co’ a mortedda o int’a’ murtedda è un formaggio tipico della zona centrale del Cilento, un territorio compreso nel Parco Nazionale del Cilento.
Si chiama mozzarella, ma in realtà è un caciocavallo freschissimo. La tecnica di lavorazione, infatti, è la stessa: il latte vaccino crudo (di una o due mungiture) si porta a 36-38°C e poi si aggiunge il caglio. In alcuni casi è possibile unire anche un po’ di siero innesto. La cagliata si rompe in grani della dimensione di un chicco di mais e poi si ammassa per far fuoriuscire il siero. Si lascia acidificare per 12-24 ore, a seconda della stagione e delle temperature, la massa è quindi tagliata a listarelle spesse circa 1 cm e filata nell’acqua bollente, sollevandola e tirandola più volte con l’aiuto di un bastone. A filatura ultimata, si forma con le mani una piccola sfera, che poi si allunga e si assottiglia per ottenere la classica forma a lingua. Si mangia fresca, non oltre i 5 giorni.
Se vi piace andar per Musei qui il territorio è un museo a cielo aperto
libro Femminella
Nel visitare i musei o andare a vedere come gli archeologi scavano alla ricerca di cosa ci hanno lasciato gli avi Vi può servire consultare una guida. Il libro di Nicola Femminella può prepararvi anticipatamente così che quando sarete sui posti che averete scelto saprete valutare con competenza il valore di ciò che vedrete.
Da qui potete partire per aprire altre porte nell'ambito del Parco Nazionale salendo sulle vette dei suoi monti
Monte Cervati
https://www.cilentoediano.it/2023/03/26/alla-scoperta-del-monte-cervati-la-vetta-piu-alta-della-campania-e-dellaffondatore-di-vallivona-a-sanza/
Il Monte Cervati è la vetta più alta della Campania, con i suoi 1898 metri di altezza che offrono una vista spettacolare sul territorio circostante. Questa imponente montagna è situata nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, patrimonio dell’UNESCO, ed è meta di escursionisti e appassionati di outdoor.
Ma il Monte Cervati non è solo un luogo di avventura, è anche un luogo di grande importanza naturalistica, con una grande varietà di flora e fauna. Infatti, sul Monte Cervati sono state censite più di 1400 specie di piante, tra cui numerose specie di orchidee, ed è habitat naturale di molte specie di animali.
Potete salire sul monte attraverso due vie, da Sanza e da Monte San Giacomo. Da Sanza basta seguire la strada asfaltata verso Rofrano e poi deviare in direzione vetta per 15 chilometri circa. Da Monte San Giacomo, bisogna superare il paese e salire in montagna fino alla località Acqua . Di Lì è possibile intraprendere il sentiero per 5 chilometri circa e raggiungere la vetta, passando per Casa Rosalia, il Rifugio sul Cervati.
Il Monte Cervati è la vetta più alta della Campania, con i suoi 1898 metri di altezza che offrono una vista spettacolare sul territorio circostante. Questa imponente montagna è situata nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, patrimonio dell’UNESCO, ed è meta di escursionisti e appassionati di outdoor.
Ma il Monte Cervati non è solo un luogo di avventura, è anche un luogo di grande importanza naturalistica, con una grande varietà di flora e fauna. Infatti, sul Monte Cervati sono state censite più di 1400 specie di piante, tra cui numerose specie di orchidee, ed è habitat naturale di molte specie di animali.
Potete salire sul monte attraverso due vie, da Sanza e da Monte San Giacomo. Da Sanza basta seguire la strada asfaltata verso Rofrano e poi deviare in direzione vetta per 15 chilometri circa. Da Monte San Giacomo, bisogna superare il paese e salire in montagna fino alla località Acqua . Di Lì è possibile intraprendere il sentiero per 5 chilometri circa e raggiungere la vetta, passando per Casa Rosalia, il Rifugio sul Cervati.